SICCITA’ PEPERONI

22 novembre 2013 – Convegno: In cammino verso una nuova agricoltura

“Presentazione dei risultati della prova sperimentale su peperoni dell’azione del prodotto di derivazione omeopatica sviluppato dall’istituto EUREKA per attivare nella pianta la capacità di vivere in condizioni di ridotto apporto idrico.”

Sintesi intervento dott.ssa Luisa Dalla Costa (Dipartimento di Scienze agrarie e Ambientali dell’Università di Udine) e dott.ssa Elena Tosoratti (Istituto EUREKA).

luisa dalla costa - elena tosoratti

Elena Tosoratti nel suo intervento ha precisato come in questo lavoro si è voluta valutare la capacità delle piante di sopravvivere in condizioni di scarsità d’acqua.

Tutto ciò è stato fatto partendo da 2 presupposti che sono poi stati fondamento per l’organizzazione della sperimentazione stessa: primo presupposto è dato dal fatto che il seme esprime mediamente solo il 30-40% del suo DNA a fronte di un DNA “SILENTE” del 60-70%.

Secondo punto da cui si è partiti, rifacendosi agli studi di Theodor Schwenk nel campo della dinamica dei fluidi, è invece dato dal fatto che non si può guardare l’acqua solamente da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo. Dopo 10-20 metri di passaggio in un tubo comune rettilineo di irrigazione l’acqua portata al campo tende a modificare la sua qualità perdendo parte della sua “vitalità”, con margini di efficacia e di efficienza per la vita della pianta e del terreno molto minori rispetto a quelli avuti da un acqua qualitativamente buona.

Le domande che ci si è quindi posti hanno riguardato la possibilità di agire sulla qualità dell’acqua e sulle potenzialità intrinseche del seme. Possibili risposte a queste questioni sono state fornite dallo sviluppo di una nuova omeopatia applicata all’agricoltura, attraverso l’allestimento di un apposito prodotto di derivazione omeopatica finalizzato al risveglio del c.d. “DNA silente” che, in questo caso, stimoli la capacità della pianta di vivere e produrre in condizioni di restrizione idrica. Riguardo la qualità dell’acqua invece ci si è mossi da uno studio che vuole determinare una rivitalizzazione di questo elemento facendo compiere all’acqua una serie di movimenti attraverso tubature aventi forme e proporzioni opportune.

Tutto ciò è stato quindi applicato nell’esperimento in questione attraverso l’utilizzo di questo prodotto di derivazione omeopatica sui semi di peperone e attraverso l’irrigazione con acqua rivitalizzata.

La prima prova ha valutato gli effetti sulla produzione di peperone del trattamento del seme col prodotto S06 e dell’irrigazione a diversi volumi con Acqua “Tal Quale” (ossia non rivitalizzata); tutto ciò effettuato coltivazione in tunnel.

I risultati mostrano una produzione media per metro quadrato nelle piante derivate da seme trattato con prodotto S06 maggiore (dal 20 al 30%) indipendentemente dall’entità di irrigazione. Questi valori, frutto di un esperimento non replicato, suggeriscono che il prodotto S06 sia una strada promettente per  indurre una tolleranza alla siccità nei semi e nelle piante che da essi si generano.

Nella seconda prova invece si è voluto inserire all’interno di questo sistema sperimentale anche la variante “acqua vitalizzata”.

L’applicazione del prodotto S06 al seme insieme all’irrigazione con acqua vitalizzata, ha mostrato come nella sezione di controllo la produzione diventi decrescente al calare dell’irrigazione, mentre nella sezione trattata, mantenendo valori sempre superiori rispetto agli omologhi non trattati, veda una crescita della produzione media all’aumentare della restrizione idrica. Passiamo da un incremento del 2% per le coltivazioni irrigate al 100% (notevoli quantitativi di acqua), a quasi un 80% di aumento della produzione media quando adacquate col 50% del volume irriguo di riferimento. Anche per questo esperimento non replicato i risultati numerici lasciano intravvedere degli andamenti incoraggianti verso la riduzione del fabbisogno idrico nella coltura allo studio.

Le considerazioni finali che possono essere tratte suggeriscono che il prodotto di derivazione omeopatica agisca andando a stimolare la capacità della pianta di resistere in condizioni di restrizioni d’acqua e che funzioni indipendentemente dal livello di irrigazione. Per quanto concerne la vitalizzazione dell’acqua di irrigazione, i risultati suggeriscono che vi sia un incremento della produzione, soprattutto quando vitalizzazione dell’acqua e prodotto di derivazione omeopatica vengano usati contemporaneamente e possano agire in sinergia.

La dott.ssa Dalla Costa, che ha curato il disegno sperimentale e l’analisi statistica dei dati, ha sottolineato come questi siano i primi risultati, come sia necessario, per avvalorare questi dati, condurre successive prove ripetute che confermino i dati ottenuti. Tutto questo lascia spazio sicuramente a nuove sperimentazioni future, visto che questi due esperimenti necessitano di ulteriori repliche, in grado di provare la ripetibilità dei risultati aggiungendo significatività statistica alla sperimentazione. Nelle future prove sperimentali che verranno realizzate verrà inoltre spostato il range di restrizione idrica verso condizioni di maggiore siccità, fino a coltivare con solo il 25% di volume di irrigazione rispetto al riferimento utilizzato nelle sopracitate prove sperimentali.

L’obiettivo futuro è riuscire a coltivare fornendo anche solo il 10% di acqua e mantenendo la resa produttiva ai valori attuali: per fare questo sono già stati studiati circa 15 metodi di intervento. Quelli esplicati oggi sono solamente 2. Lavorare per raggiungere questo obiettivo consentirebbe di offrire reali ed efficaci soluzioni che permettano anche alle popolazioni che vivono in territori aridi o semiaridi di poter provvedere autonomamente ed in maniera dignitosa alla propria sopravvivenza alimentare.