Proteggersi dai campi elettromagnetici: nuove possibilità

Abbazia di Praglia (PD) 17 maggio 2014

Relatore Enzo Nastati, Presidente EUREKA
Relatore Enzo Nastati

Provo un grande senso di soddisfazione perché abbiamo lavorato tanto a questo progetto, più di 80 sono stati gli esperimenti svolti,  essere arrivati al punto di presentare questo lavoro, che non è ancora finito, è una grande gioia per me e per chi ha collaborato alla sperimentazione.

Il primo intervento sarà di Fabio Salviato, Direttore di SEFEA, finanziaria alternativa etica con cui collaboriamo da molti anni su vari fronti, hanno contribuito a sostenerci in alcuni momenti difficili e ci  stanno supportando per aprire nuovi orizzonti di ricerca.

Il nostro impegno nella ricerca è di essere credibili scientificamente portando prove e risultati concreti.

Il nostro lavoro è autofinanziato e quindi non possiamo sbagliare e dobbiamo fare cose che abbiano un senso, come gli studi sui CEM.

Fabio Salviato ha avuto fiducia in noi come tanti altri Amici qui presenti, stiamo anche attivando una collaborazione per creare un fondo per la ricerca e la formazione teorica e pratica che sia in grado di portare soluzioni concrete nell’ambito agricoltura, aridocoltura  e disinquinamento.

Fabio Salviato, Direttore SEFEA
Fabio Salviato, Direttore SEFEA

Un saluto a tutti voi. Sono appena stato rieletto presidente di F.E.B.E.A (Federazione Europea Banche Etiche Alternative che in Europa annovera una trentina di realtà). Hanno 700 mila soci con 35 miliardi di raccolta che può essere poca cosa ma è un dato significativo. Soprattutto è importante che i piani comunitari ci abbiano considerati come un interlocutore importante in ottica di sistema finanziario di sviluppo per l’economia.

Se ci troviamo in questa situazione di ristagno economico e sociale dovuto al fallimento di un sistema che sta implodendo su se stesso ed è opportuno trovare nuovi pensieri, nuove idee, nuove soluzioni. Questa nostra generazione si trova di fronte alla crisi sistemica che viviamo (in tutti i piani economico, sociale, culturale ecc) bisogna quindi trovare  delle soluzioni. Probabilmente non riusciremo più a recuperare quel concetto di unità, di solidarietà, di relazionalità. Il perseguire la massimizzazione del profitto ci ha lasciati soli, come singoli individui, di fronte ai problemi, è opportuno metterci insieme per trovare nuove soluzioni.

La strada è molto stretta e abbiamo poco tempo a disposizione. Mi sento in dovere, personalmente, con Enzo e con la comunità di dare una mano,

di sostenere ricerca e progetti innovativi attraverso un uso responsabile del denaro. La nostra generazione può recuperare questi concetti, ristrutturare e rigenerare nuovo valore. Il Veneto era una realtà contadina in cui la solidarietà si toccava e si sentiva. Bisogna ricrearla per garantire soprattutto ai nostri figli e le prossime generazioni un futuro migliore.

Francesca Guidotti, Presidente RIVE
Francesca Guidotti, Presidente RIVE

Buongiorno a tutti. Sono molto felice di essere qui e di essere stata invitata. Eureka fa parte della realtà del  R.I.V.E.  attraverso  l’ecovillaggio La Nuova Terra. Questo convegno è un segno di come gli ecovillaggi oggi, rispetto agli anni ‘70, si stanno aprendo verso l’esterno.

Si pensa che gli ecovillaggi siano isole felici a dispetto di tutto il mondo; in realtà, l’ecovillaggio vuole essere una testimonianza di un modo alternativo di vivere praticando vie e metodi ecocompatibili, un percorso quotidiano che non si priva di relazionarsi con il mondo circostante.

Portare cambiamento serio e concreto nella qualità della vita, questa è la nostra mission. Personalmente non ho una formazione scientifica, forse vado più di cuore e sentimento nelle dinamiche che la Vita mi offre ma penso sia fondamentale tenere entrambe le dimensioni umane in un percorso parallelo di scientificità e cuore come fine da perseguire per arrivare ad un equilibrio interiore ed esteriore, rischiamo altrimenti di perdere la relazione con le persone e con la terra, condizioni importanti della nostra reciproca vita.

Silvio Palombo Stambecco Pesco, Consigliere RIVE
Silvio Palombo Stambecco Pesco, Consigliere RIVE

Faccio parte della Comunità di Damanhur, una rete di comunità sorta nel 1975, una delle realtà storiche ecovillagiste italiane, anche per noi i metodi di ricerca e comunicazione con il mondo vegetale e la sensibilità verso le piante sono argomenti assai importanti.

L’Ecovillaggismo italiano ed europeo (G.E.N Global Ecovillagism Network) è qualcosa di importante per recuperare valori che a volte per abitudine divengono altro o nella peggiore delle ipotesi si sono persi, la condivisione, la socialità il rispetto e la cultura.

In realtà dove si mettono in evidenza rapporti sociali con la natura e si perseguono valori etici e morali, per tornare alla radice delle cose creando buoni frutti e buone soluzioni in campo sociale economico e per il  benessere di tutti, sono proprio gli ecovillaggi.

La R.I.V.E. nella sua globalità ed Eureka si dedicano a questi aspetti che meritano tanto interesse!

Mimmo Tringale, Direttore AAM TERRA NUOVA
Mimmo Tringale, Direttore AAM TERRA NUOVA

(Messaggio letto al Convegno)

Rivolgo a tutti un saluto di cuore e mi rincresce non poter essere oggi  con voi. Innanzi tutto ho un pensiero di riconoscenza nei confronti dell’istituto Eureka che ha promosso una iniziativa come quella di oggi, un momento di riflessione, di informazione e di conoscenza importantissimo su un argomento quanto mai attuale e molto caro alla rivista Terra Nuova, di cui sono il direttore.

Non è detto che tutti conosciate il mensile Terra Nuova; la rivista, da oltre trent’anni, si occupa di ambiente, alimentazione naturale, salute, mobilità sostenibile, decrescita, bioedilizia e segue e rilancia con interesse e convinzione le iniziative che approfondiscono tali temi. Propone articoli, inchieste, approfondimenti, campagne di sensibilizzazione, riflessioni e anche possibili soluzioni. Per questo abbiamo deciso, senza esitazione, di sostenere l’iniziativa di Eureka che offre sull’elettrosmog una informazione completa e trasparente e avanza possibili soluzioni pratiche per ridurre le esposizioni ai campi elettromagnetici e i possibili danni derivanti da tale esposizione.

Terra Nuova si è occupata più volte dell’argomento; abbiamo informato i lettori delle recenti pubblicazioni in letteratura scientifica, abbiamo approfondito i possibili rischi legati all’utilizzo dei telefoni cellulari, degli impianti wi-fi, i pericoli derivanti dall’esposizione ai tralicci così come ai ripetitori. E nel prossimo autunno dedicheremo una delle nostre campagne di sensibilizzazione e informazione proprio al wi-fi nelle  scuole, tecnologia che si è diffusa nelle aule degli istituti e viene ostinatamente incoraggiata anziché essere valutata con prudenza.

Oggi viviamo immersi nei campi elettromagnetici; possiamo pensare di ottenere una vittoria in una battaglia che invochi maggiore prudenza e un minore impatto sulla salute pubblica? Sì, se non pretendiamo che sia subito e ora. Gradualmente le persone stanno acquisendo sempre più

consapevolezza riguardo i possibili pericoli insiti nelle nuove tecnologie wireless, si informano, sollevano dubbi e perplessità quando in ambienti di uso pubblico vengono introdotte e stanno imparando anche sensibilizzare chi ancora non sa e non conosce. Ci sono già innumerevoli scienziati che invocano maggiore prudenza; di recente la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha invocato il divieto di utilizzo dei cellulari per i bambini sotto i 10 anni; in altri paesi sono state introdotte anche normative più stringenti rispetto all’Italia. Piano piano la consapevolezza si diffonde ed è senz’altro merito anche di iniziative  come il convegno di oggi se alle persone, oltre a informazioni sui rischi, vengono fornite anche possibili soluzioni e risposte. Non bisogna abbassare la guardia, bisogna fare pressione, bisogna fare in modo che le persone informate siano sempre di più, perché così costituiranno quella cosiddetta “massa critica” che inizierà a fare la differenza.

Ciascuno di noi, ascoltando, informandosi, acquisendo consapevolezza, può essere a sua volta un moltiplicatore di informazioni e di consapevolezza parlando e raccontando ciò che sa ad altri. E questa opera di sensibilizzazione possiamo farla anche sui nostri figli, informandoli in maniera chiara dei rischi che corrono utilizzando in maniera impropria o in eccesso strumenti quali cellulari e wi-fi.

Terra Nuova ha tutta l’intenzione di proseguire nella sua opera di informazione e voglio ringraziare nuovamente l’istituto Eureka perché senza esperti, studiosi e persone competenti che si dedicano a queste questioni, si rischierebbe di non prendere coscienza dei pericoli da cui guardarsi.

Enrico Micelli, Collaboratore e Consulente EUREKA
Enrico Micelli, Collaboratore e Consulente EUREKA

Buongiorno, grazie a voi tutti che siete intervenuti numerosi per dare un segnale positivo al convegno. Il Sig. Enzo Nastati ha espresso con parole chiare la propria visione olistica della problematica. Presenterò nelle diapositive i risultati delle ricerche, effettuate da alcuni istituti italiani, europei ed extraeuropei, relative alle interferenze dei CEM sull’essere umano.

ELETTROMAGNETISMO: come si possono limitare i suoi effetti sul vivente

Entrando nel merito della problematica, indicherò i possibili interventi per tutelare il vivente. Parlerò dell’ambiente energetico attuale e di come il fisico reagisce ai CEM.

Suggerirò soluzioni senza ampliare gli argomenti altrimenti necessiterebbe più tempo da dedicare per presentare tutti gli aspetti delle energie elettromagnetiche.

Inizio, mettendo in evidenza gli aspetti emersi nel servizio del telegiornale   di   TeleFriuli   del   23   aprile   2014 sull’elettrosensibilità.

Stanchezza, mal di testa e tachicardia sono stati rilevati in una decina di bambini di scuole elementari e medie a Udine in cui è presente la connessione Wi-fi, secondo alcuni studiosi sarebbero i classici sintomi dell’elettrosensibilità.

Il Presidente dell’associazione Cordicom ha affermato che il sistema Wi- Fi è comodo ma molto pericoloso. In alcune università inglesi e francesi sono stati addirittura tolti, ma bisogna capire che i bambini sono i soggetti ancora più a rischio.

I sistemi di controllo sono incompleti, generalmente di tipo termico e non altro. Comunque le energie impiegate per monitorare in tal modo i CEM servono a poco perché le problematiche sono conosciute, così pure le patologie ad essi connesse, l’unica soluzione utile consiste nel togliere la connessione Wi-Fi e cablare le utenze.

L’uomo è costituito da tre involucri: l’abito, l’epidermide e l’elemento sottile energetico. Nelle varie generazioni l’essere umano, vivendo da migliaia di anni sulla terra, si è adattato ai cambiamenti dei vari parametri energetici come ad esempio: la qualità dell’aria, i campi elettrici e magnetici naturali, la forza di gravità, la pressione atmosferica, la radioattività naturale, ecc., ecc.

La condizione attuale, che risale ormai ad una cinquantina di anni, si è stravolta notevolmente: riduzione dei fattori ambientali naturali con schermature (ad esempio, viviamo in case che a tutti gli effetti sono generalmente gabbie di Faraday) e creazione di inquinanti artificiali (vedi i Campi Elettro Magnetici, ma non solo).

In base a nostro sistema psicofisico, questi fattori energetici esterni all’uomo che si modificano amplificandosi velocemente, non sono sempre affrontabili dal vivente il quale spesso fatica ad adattarvisi, o non ci  riesce affatto. Sono necessarie, molte generazioni a metabolizzare il disturbo, poi avviene l’adattamento della specie al cambiamento sopravvenuto. Necessitano comunque molti decenni.

È necessario che il corpo recepisca i fattori e le energie naturali, la schermatura, per qualunque CEM, non dovrebbe essere totale e protratta nel lungo periodo perché verrebbe a mancare quel supporto energetico naturale al quale siamo ormai abituati da millenni.

I CEM si distinguono in Campi di bassa e di alta frequenza.

La bassa frequenza corrisponde all’energia elettrica emessa degli impianti delle nostre case, dagli elettrodotti, la cui frequenza è pari a 50 Hz, cioè il polo negativo e positivo dei conduttori si alternano 50 volte al secondo. Il valore di 5000 Volt/m è il limite nazionale per il campo elettrico a bassa frequenza; in bioedilizia lo standard fisiologico è invece di 2 Volt/m.

Invece, le alte frequenze vengono emesse, ad esempio, da trasmettitori per la telefonia cellulare, dagli Wi-Fi, dai radar, ecc. Per il campo magnetico a bassa frequenza, lo standard della bioedilizia è pari a   0,02

µT, mentre il limite di esposizione della normativa italiana è di 100 µT, ma scende a 10 µT quale limite d’attenzione ed a 3 µT per l’obiettivo di qualità. Le nostre norme sono comunque le più cautelative a livello internazionale.

In Italia sono presenti alcune associazioni sull’elettrosensibilità che si interessano sulla salute; c’è un’infinita bibliografia in tal merito, cito ad esempio alcuni professionisti che hanno pubblicato numerose relazioni e si stanno dedicando approfonditamente al problema: Dottoressa Anna zucchero, Dottor Angelo Gino Levis, Professore Martine L. Pall.

L’OMS cita il principio di cautela, ed è su questo principio che non si dovrebbero superare fisiologicamente, per i CEM a bassa frequenza, i 2 V/m e 0,02 µT nei luoghi di permanenza del nostro corpo; per valori superiori è necessario allontanare la sorgente o allontanarsi dalla stessa o schermarsi dai CEM.

Alcuni consigli sulle distanze dalle sorgenti. Sarebbe necessario porsi a 150 – 200 metri dalle linee di alta tensione, cioè quelle con alti tralicci dotate di una decina-quindicina di isolatori per conduttore; a 15 – 20 metri dalle linee e cabine elettriche dei nostri paesi e nelle abitazioni a non meno di 80 centimetri dai conduttori, anche se sottotraccia nelle pareti e ad un metro dai trasformatori domestici.

Per l’alta frequenza il limite nazionale è pari a 6 V/m mentre per la bioedilizia non bisognerebbe superare il limite fisiologico di 0,5 V/m.

Conduco da due anni e mezzo uno studio tecnico sulla possibilità di schermare, modificare e ridurre i disturbi dovuti ai CEM, cioè da quando ho avuto committenti elettrosensibili e iper-elettrosensibili.

Dopo aver letto e parlato con esperti del settore ho capito che i CEM determinano molte anomalie, tra le quali l’inibizione della melatonina secreta da ghiandole durante sonno. La melatonina è molecola avente funzione oncostatica, cioè frenante delle malattie degenerative.

In generale dispositivi wireless compromettono la funzione cerebrale, soprattutto dei giovani in fase evolutiva; modificano i sistemi genetici, preposti al controllo del ciclo cellulare; i CEM modificano la posizione degli ioni di calcio nella membrana cellulare interferendo sulle reazioni infracellulari; altro fattore destabilizzante è l’alterazione dei geni preposti a comporre nostro fisico; inoltre il Dottor Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, afferma che il DNA viene alterato.

Tutto ciò fa parte degli effetti non termici, citati all’inizio della mia esposizione ed ignorati dagli sperimentatori.

Concludendo, cosa fare per ridurre gli effetti, in certi casi devastanti, dell’attuale tecnologia elettronica: adeguare i dispositivi, togliere le connessioni wi-fi dalle scuole, dalle sale convegni, ma anche dalle nostre case cablando il tutto, limitare l’utilizzo dei cellulari e dei cordless al minimo indispensabile e sotto 14 anni escluderlo drasticamente ed informare l’opinione pubblica del problema dei CEM fin dalla tenera età.

Elena Tosoratti, Ricercatrice EUREKA
Elena Tosoratti, Ricercatrice EUREKA

Questo intervento si pone come obiettivo di rendervi partecipi del lavoro che come Istituto Eureka abbiamo fatto relativamente alla tematica campi elettromagnetici, illustrando il percorso di ricerca fin qui condotto ed i risultati che ad ora sono stati ottenuti.

Come abbiamo approcciato la problematica dei CEM? L’obiettivo che ci si è posti non è sato quello di abbattere i CEM, ma di modificare in qualche modo l’ambiente in cui viviamo e ci troviamo e nel quale cono presenti ed agenti i CEM in modo che nell’essere vivente fossero salvaguardati i suoi processi vitali e l’equilibrio naturale.

Per questo si è cercato di studiare nuove soluzioni e realizzare strumenti pratici nuovi che avessero la caratteristica di proteggere il vivente dai CEM.

Tutto ciò a partire dai seguenti fondamenti: omeopatia, studio delle forme e dei materiali, e studio delle proporzioni auree.

Prodotto omeopatico, Forma e Materiale sono intrinsecamente portatori di un messaggio che agisce sul vivente; le proporzioni auree hanno la capacità di irradiare il messaggio.

La prima possibile soluzione realizzata è stato il prodotto omeopatico “Repel CEM”, che porta il messaggio di una nuova armonia nell’ambiente

in cui agiscono i CEM in modo che il vivente subisca in minur misura l’interferenza dei CEM e quindi i suoi processi vitali possano manifestarsi senza eccessivi squilibri.

Successivamente si è pensato di sagomare il filo elettrico con forma a lemniscata (o “8 armonico”) con proporzioni particolari, forma che è portatrice del messaggio relativo al fluire dei processi vitali.

Inizialmente è stata realizzata la lemniscata con filo singolo; successivamente si è triplicato il numero di giri di filo elettrico, realizzando la “Triplice Lemniscata”.

A questo punto abbiamo voluto verificare l’efficacia della protezione apportata da questi strumenti sul vivente immerso in campo elettromagnetico. Nella prima fase della sperimentazione sono stati testati “Repel Cem” e “Lemniscata Singola”, allestendo una prova comportamentale di valutazione della germinazione e crescita di semi di kamut immersi in un CEM concentrato all’interno di una bobina realizzata con 15 giri di filo elettrico. All’interno della bobina, alimentata da una stufetta elettrica della potenza di 2 kW, il campo magnetico misurato era di 0,6 nT.

Per questa prima fase della sperimentazione sono state allestite 3 bobine che differenziavano per la forma e/o il trattamento del filo elettrico in entrata con prodotto “Repel CEM”: ad una prima bobina giungeva il filo elettrico dritto e non trattato; ad una seconda bobina giungeva il filo dritto ed impregnato con prodotto “Repel CEM”; ad una terza bobina giungeva il filo elettrico sagomato a Lemniscata Singola ed impregnato con “Repel CEM”. In ognuna di queste bobine è stata posta una ciotola contenente un campione di semi di kamut di cui osservare la germinazione e la crescita della plantule.

Sono stati inoltre allestiti dei campioni di controllo di tutta la prova, posti a germinare e crescere in assenza di campo magnetico.

Dopo 10 giorni dalla semina si osserva, nel campione di semi posto a germinare all’interno della bobina alimentata dal filo elettrico “dritto” e non trattato (Campione A), rispetto al campione testimone o di controllo (Campione T), una netta riduzione del numero delle plantule di kamut germinate. Un lieve recupero della numerosità di plantule si osserva nel campione di semi di kamut posto a germinare all’interno della bobina alimentata da filo elettrico “dritto” ed impregnato con “Repel CEM” (Campione B), rispetto al Campione A.

Si osserva, inoltre, nel campione di semi posto a germinare all’interno della bobina a cui giungeva in entrata il filo elettrico sagomato a “Lemniscata Semplice” ed impregnato con “Repel CEM” (Campione C),

un ulteriore ed evidente incremento nella numerosità delle plantule germinate rispetto al Campione A.

Oltre all’osservazione in generale della crescita del kamut, di ogni campione si sono misurati l’altezza delle plantuleed il valore della percentuale di germinazione, parametri che sono stati combinati insieme nel parametro “Capacità Vitale”, che cerca di fornire una descrizione numerica di come l’organismo vivente vegetale è vissuto in un determinato ambiente e condizioni.

È stata quindi confrontata la Capacità Vitale dei vari campioni rispetto a quella del Campione Testimone. Emerge che nel Campione A (bobina e filo elettrico dritto tal quale) la variazione percentuale della Capacità Vitale è di -57% rispetto al Testimone; nel Campione B (bobina e filo elettrico dritto impregnato con “Repel CEM”) si rileva una variazione  della Capacità Vitale di -44%; nel Campione C (bobina e filo elettrico a Lemniscata Singola impregnata con “Repel CEM”) si rileva una variazione della Capacità Vitale di -26%.

I valori sono quindi negativi in tutti i campioni rispetto al Testimone, ma sono meno negativi nei Campioni B e C, cioè nei campioni nei quali il filo elettrico dritto (Campione B) o sagomato a Lemniscata Semplice (Campione C) è stato trattato con prodotto “Repel CEM”, suggerendo che questi accorgimenti e trattamenti del filo elettrico in qualche modo modificano l’ambiente all’interno della bobina, rendendolo progressivamente meno “ostile” alla vita della pianta di kamut.

Sono stati inoltre confrontati i valori di Capacità Vitale del Campione C rispetto al Campione A, al fine di valutare la variazione dell’interferenza del CEM sui processi vitali delle plantule di kamut eventualmente determinata dalla Lemniscata Singola di filo elettrico impregnata con “Repel CEM” nel Campione C rispetto al Campione A, nel quale le plantule di kamut subivano totalmente l’effetto del CEM. Da questa valutazione emerge che la Lemniscata Singola di filo elettrico impregnato con “Repel CEM” determina un guadagno della Capacità Vitale di circa il 70% rispetto alla condizione del Campione A.

Questo incoraggiante risultato ci ha spronato a proseguire con una nuova sessione sperimentale nella quale abbiamo aggiunto ai campioni della precedente sessione sperimentale quello relativo ad una bobina in entrata della quale veniva posta una Lemniscata Triplice impregnata con “Repel CEM” (Campione D). in questa nuova sessione sperimentale abbiamo anche voluto aumentare l’entità del campo magnetico presente nelle bobine ad un valore massimo di 2,7 nT.

Dopo 10 giorni dalla semina la valutazione della crescita delle plantule  dei campioni dimostra che la variazione della Capacità Vitale di questo campione D, rispetto al testimone, ha un valore di +6%, suggerendo che

le plantule stanno meglio dentro alla bobina con Triplice Lemniscata, pur in presenza di campo magnetico più forte.

Ci si è quindi domandati di quanto migliora la Capacità Vitale in quella bobina con triplice lemniscata: rispetto al Campione A il guadagno di Capacità Vitale è di +24%. Questo suggerisce che la Triplice Lemniscata di filo ha più forza di protezione rispetto alla Lemniscata Semplice, a parità di trattamento del filo elettrico con prodotto “Repel CEM”.

Questi risultati suggeriscono che prodotto “Repel CEM” e filo elettrico sagomato a lemniscata possono essere validi strumenti per raggiungere l’obiettivo iniziale: modificare sottilmente l’ambiente in cui sono presenti ed agenti i CEM in modo che i processi vitali della pianta non siano impediti nella loro manifestazione.

A questo punto ci si è chiesti come è possibile realizzare qualcosa di pratico da offrire alle persone. Perché non utilizzare la Dracena che è una pianta particolare che ha in sé la capacità di depurare l’ambiente indoor da molecole inquinanti ed ha la capacità di vivere indisturbata in ambienti in cui sono presenti i CEM? Si è quindi pensato di utilizzare il prodotto “Repel CEM” e fornirlo in qualche modo alla Dracena  ipotizzando che così facendo in essa venissero potenziate le sue innate capacità.

Ci è venuta l’idea di impregnare granuli di argilla espansa con il prodotto “Repel CEM” e posizionarli sotto le radici della pianta, punto in cui essa raccoglie le sostanze per sua vita.

La seconda idea di soluzione pratica da offrire alle persone riguarda la Triplice Lemniscata e il suo utilizzo come dispositivo di schermatura dai CEM per elettrodomestici di uso comune, computer ecc. Si è pensato di inglobare la Triplice Lemniscata in un volume di materiale particolare,  una mescla di silice, calcare e argilla lavorata con ritmo, perché il ritmo è trattamento che sostiene i processi vitali, realizzando un parallelepipedo con proporzioni adeguate, ed il tutto impregnato con “Repel CEM”. Questo “Dispositivo Parallelepipedo” verrebbe posto lungo il filo elettrico in entrata all’elettrodomestico similmente a quanto fatto nelle prove sperimentali precedentemente descritte, per modificare sottilmente l’ambiente a valle del dispositivo rispetto all’azione del CEM.

Di queste due possibili soluzioni pratiche per schermare il vivente dall’azione del CEM, abbiamo iniziato con il verificare l’effetto della piantina di Dracena posta presso una postazione d’ufficio, che nella  prova sperimentale era costituita dalla torre di un computer, da un monitor e da una stampante. Questa postazione d’ufficio è stata posta su un germinatoio rotante e costituiva la sorgente di CEM, a diverse distanze dalla quale sono stati collocati i campioni di germinazione.

La distribuzione spaziale del CEM ingenerato dalla postazione d’ufficio variava sul piano orizzontale (da 66 nT alla distanza di 50 cm dalla sorgente CEM, a 1 nT alla distanza di 400 cm dalla sorgente) e si distribuiva anche in verticale.

Abbiamo posto quindi le ciotole di germinazione a diverse distanze dalla sorgente CEM sia sul piano inferiore che sul piano superiore del germinatoio. In questa nuova sperimentazione la postazione di ufficio, e quindi la sorgente di CEM, era mantenuta operante per 12 ore diurne e spenta ma con spina collegata alla rete elettrica per le 12 ore successive.

Nella prima fase della sperimentazione i semi di kamut sono stati posti a germinare e crescere in presenza di CEM, ma in assenza di Dracena, ciò per osservare esclusivamente l’effetto del CEM sul kamut.

Dopo circa 8 giorni, l’immagine delle plantule delle ciotole poste a 50 cm dalla fonte del CEM parla da sola, perché le piantine sono poche e piccole e non sono riuscite a svilupparsi; la variazione di Capacità Vitale in questo campione, rispetto al Testimone (posto al di fuori dell’azione del CEM) è circa -90%.

Nella seconda fase della sperimentazione è stata posta una piantina di Dracena Potenziata (con granuli di argilla espansa impregnati con “Repel CEM” collocati alle radici della pianta di Dracena) a circa 20 cm  dall’uscita della porta seriale del computer e dopo 8 giorni i risultati sono stati evidenti: si sono sviluppate piantine di kamut anche alla distanza di

50 cm dalla sorgente CEM in maniera simile al Testimone. Anche la crescita negli altri campioni alle diverse distanze dalla sorgente di CEM ha beneficiato della presenza della Dracena Potenziata.

La Dracena così allestita e potenziata con granuli impregnanti di prodotto “Repel CEM” può essere valido strumento nella protezione del vivente dai CEM.

Per il Dispositivo a Parallelepipedo non c’è ancora stato tempo per condurre prove sperimentali analoghe a quella descritta per la Dracena. Sono stati effettuati alcuni test chinesiologici ed tutti i soggetti sottoposti al test chinesiologico hanno riferito maggior benessere quando il Dispositivo a Parallelepipedo veniva posizionato in entrata al circuito elettrico.

 In conclusione

  • Il prodotto “Repel CEM” contribuisce a proteggere il vivente dall’azione di interferenza dei CEM sui processi vitali
  • La sagomatura a lemniscata del filo elettrico contribuisce a questo, soprattutto quando agisce in sinergia con il prodotto omeopatico “Repel CEM”
  • La sinergia tra prodotto “Repel CEM” e Triplice Lemniscata del filo elettrico migliora ulteriormente il contributo alla protezione dai CEM: quando la Triplice Lemniscata di filo elettrico impregnata con “Repel CEM” viene applicata in entrata ad un circuito elettrico, l’ambiente “a valle” risulta migliore per il vivente
  • La Dracena Potenziata con granuli di argilla espansa impregnati co prodotto “Repel CEM” anche a breve distanza dalla sorgente di CEM migliora le condizioni dell’ambiente indoor per il vivente.
Giorgio Valota, Socio di Hydroware
Giorgio Valota, Socio di Hydroware

Rappresento Hydroware, azienda che si occupa di commercializzazione e vendita di piante in idrocoltura per interni da oltre 25 anni.

Gran parte delle piante che si acquistano arrivano dall’ Olanda, nel 90%, dei casi ci siamo resi conto che sono visivamente molto belle ma al contempo molto fragili.

Eravamo demoralizzati e quindi abbiamo pensato che nel mondo dell’agricoltura biologica qualcuno poteva aiutarci. Non volevamo poi usare prodotti chimici e quindi volevamo andare in questa direzione.

Nel 2010 abbiamo conosciuto Enzo Nastati e da lì è iniziata una intensa collaborazione. Da anni trattiamo le nostre piante con preparati a base omeodinamica, lavoriamo con forme e colori, appositamente studiati, per migliorare la qualità dell’ambiente e la vitalità delle piante con risultati stupefacenti, ci siamo accorti da quando usiamo il metodo biologico- omeodinamico che alcune piante hanno fiorito, la particolarità è che le stesse negli ultimi 25 anni non avevano mai manifestato tale fioritura, abbiamo anche riscontrato una vitalità che prima dell’uso del metodo  non c’era.

Da un’incontro con Enzo è nata l’idea di approfondire il tema della capacità delle piante di assorbire sostanze nocive. In questo senso, la lotta contra i CEM e la possibilità di schermare l’effetto dei campi elettromagnetici sul vivente.